sabato 1 novembre 2014

Percepisco un disturbo nella forza...qualche cosa di elusivo...nascosto...

La gente si dedica ad uno strano hobby, il 31 Ottobre, che consiste nel chiedersi se bisogni o meno festeggiare Hälloween, detto anche Shamäin, detto anche "al dì di mört" dai ferraresi che scrivono con tastiera tedesca. Poichè questa cosa mi irrita, intendo rispondere definitivamente a questa importantissima e fondamentale questione sul futuro dell'umanità.

Innanzitutto, ne ho pieni i coglioni di gente che tira fuori l'antichissima festa di Shamäin. Il fatto che una festa caschi nello stesso giorno di una festa dei celti non significa che sia la stessa festa. I celti non mandavano i bambini a bussare alle porte delle case per dire "dolcetto o scherzetto" per una semplice ragione. Le loro capanne non avevano la porta, ma un drappo di pelliccia. 
Se riuscite a bussare su una porta così, siete celti.
Hälloween è nata negli USA e non è nemmeno così diffusa in Irlanda o in Inghilterra, se non dal momento in cui è arrivata dagli USA. Che vi piaccia o meno, i celti non facevano niente come "Hälloween". 
Certo, per loro il 31 ottobre i morti tornavano sulla terra ma presso gli Sbronzit della Cipperania il 31 dicembre si pagava l'IVA. Adesso non è che dovete venire a rompere con la storia che Hälloween festeggia le tasse della Cipperania. Il 31 ottobre casca più o meno in tutto il mondo e quindi per ogni popolo avrà un significato diverso, tipo "sbattesega" o "giorno qualsiasi" o "si paga l'IVA" o "la Zollia BidoneAspiratutto ha accettato di uscire con me".

In secondo luogo, i celti sono un popolo che è stato di moda per molti anni. Come ogni cosa che sta di moda per molti anni, è stata un tantino sopravvalutata. Per esempio: praticamente ogni popolazione di cui non si capisse bene l'origine è stata definita celta. Secondo alcuni i Celti arrivavano sino alla Turchia, per altri erano celti gli emigrati di Ceppaloni che lavoravano in FIAT a Torino e altri ancora confondono i celti coi germani e tante altre cose.
In generale i celti non scrivevano. Se mi dite che avevano le Rune, meritate di essere schiavi di Dildix il Druido, molto popolare per via di alcune tradizioni orali. Le Rune erano una cosa dei popoli germanici, i celti non hanno mai scritto una cippa e se credete che l'Ogamico fosse una scrittura, Dildix vuole presentarvi la sua ultima invenzione detta "trenta piani di durezza".  
E vi dico solo una cosa: se Stonehenge vi sembra un data center, immaginate com'erano i loro sexy shop.

Questo accipicchia di equivoco nacque perché i normanni invasero il nord dell'Inghilterra e siccome anche i celti venivano dal nord rispetto alle zone che oggi chiamiamo Inghilterra, la gente pensava che le rune dei normanni fossero celte. La variante inglese delle rune - peraltro apparsa verso il 1600 in alcuni conventi cristiani - non ha nulla a che vedere coi celti.
I celti non scrivevano. Si tramandavano la tradizione orale, il che significa che il sapere dei celti cambiava ogni tre generazioni. Chiunque abbia studiato teoria dei segnali e costellazioni statistiche sa bene quanto possa durare, invariato, un sapere orale. Dopo tre generazioni il druido Muroditufix non sapeva un cazzo di quanto sapeva il suo antenato, Stationvagonix. 

Stabilito che la cultura celta era un ottimo generatore di numeri casuali - ma niente di più - occorre uscire dalla sopravvalutazione per capire come Hälloween non c'entri con loro. Innanzitutto la cultura orale si tramanda bene quando parlate una lingua semplice e senza ambiguità. Se prendete già Tacito, che pure parlava una sua versione personale di latino, il suo sapere si è salvato perché era scritto. Il Latino di Tacito era, per intenderci, un latino come lo avrebbe parlato un turista svizzero dopo una settimana di vacanze a Bari se fosse tornato indietro e avesse detto "Atesso io rifare, ja!".

Se Tacito avesse voluto fare una tradizione orale, sarebbe successo quello che succede nei licei italiani:

Chi mai, la Spagna e la Francia, a disposizione, sotto un cielo grigio, Germania avendo vivere vorrebbe?
Ma che cazzo dici? Ma come parli?
Stolto, taci ed impara! Impara et tramanda!
Ma stolto a chi? Parli come un frullatore! Cazzo, ma non si può imparare della roba così!

Ora, della lingua celta si sanno poche cose se non il fatto che fosse ancora più incasinata del latino di Tacito. Il che esclude radicalmente che sapessero qualsiasi cosa, non avendo la scrittura.
Questo spiega molte cose. 
Per esempio, i celti non si lavamano per tutto l'Inverno (con la maiuscola perché allora l'Inverno era cazzuto). Non avendo una lingua scritta, non potevano tramandarsi cose come le terme o  "se scaldi l'acqua ti puoi lavare". Così si spalmavano di burro rancido o di grasso di suino all'inizio dell'autunno e tiravano avanti così sino a primavera. Se andate nei musei trovate i raschietti che usavano a primavera per togliere la crosta.
Ora, questo esclude radicalmente, che so io, il sesso orale. Magari qualcuna/o ci ha provato. Chi ha provato e ha fallito? Ci ha provato ma è morta. Voglio dire, in confronto il Gom Jabbar di Dune sembra una stronzata da ragazzini.
E questo è nulla. Poichè i celti avevano un calendario lunare, il mestruo delle loro donne era precisissimo. Non so che diavolo c'entri ma sembra che alle femministe piaccia pensare che i romani avessero la clessidra da polso e le donne celte avevano il calendario da passera. Ora, se immaginate una popolazione che non si lava per sei mesi, potete capire cosa succedesse nelle case dei celti d'inverno:

Amatricianix, tesoruccio, non vieni a letto?
Ehm... no. Vado a caccia di cinghiale.
Di notte? Maddai... vieni da me. Non vedi che ho messo la salopette di bisonte? Detto con tono di voce salopettico (In francese, Saloppe significa bagascia. Salopette è una piccola bagascia, puttanella.)
Ehm.. no. Moglie mia: è giunto il tempo di uccidere quel maledetto cinghiale che infesta i nostri boschi!
Uffa, sempre cinghiale!

Non ci vuole molto a capire per quale motivo i celti preferissero la caccia al cinghiale: con quelle abitudini igieniche, il letto di casa era un luogo di oscuri pericoli, paludi rosse di sangue - e non c'entrano i nemici uccisi in battaglia - e il peggio in salopette di bisonte.

Una festa come Hälloween non poteva esistere, perché sarebbe finita così:

Flap, Flap (provate voi a fare toc toc dove le porte sono pelli di animale)
Uffa. Chi flappa alla porta a quest'ora?
Ta-ta: dolcetto o scherzetto!
Aha. E che cos'è un "dolcetto"?
Ehm... beh, è una piccola opera di pasticceria adatta ai bambini.
Smamma. Non c'è alcuna prova archeologica di pasticceria celta.
Ma allora faremo lo scherzetto!
Per esempio?
Beh, potremmo dare fuoco alla sua salopette di bisonte, signora.
Questa non è una salopette di bisonte.
Ma la pelliccia...
Sono uscita nuda dalla bacinella di lardo rancido. Vai al punto: questo scherzetto?
...

A parte il fatto che i celti non avessero nemmeno la depilazione, non sembra una gran festa per i bambini.

Tornando a bomba rimane la domanda: è sensato che in Italia si vada in giro a bussare per chiedere "dolcetto o scherzetto?". Apparentemente si, fino a quando non incontrate la casa di un fisico quantistico. Tipo, voi suonate a casa di Immirzi e chiedete "dolcetto o scherzetto?". A quel punto, se le due cose sono mutuamente esclusive, l'universo forka in due universi paralleli. Essi hanno tutto, ma proprio tutto -compreso Morgan dei Bluvertigo - identico, tranne la scelta "dolcetto" mentre l'altro, sempre fornito della sua copia di Morgan dei Bluvertigo, ha la scelta "dolcetto". Se escludiamo la proliferazione di universi paralleli, non sembra così grave. I fisici quantistici potrebbero evitare di rispondere per Hälloween, dopotutto.

Qualcuno dice che non si tratti di una tradizione italiana. Il guaio è che i cultori di Hälloween potrebbero dire che è l'Italia a non essere una tradizione. La festa di Hälloween inizia a diffondersi negli USA prima che arrivi l'unità d'Italia. Morale: non esistono tradizioni italiane. Qualcun altro mi dirà che la sente come una cosa estranea, mentre le feste locali che avvengono da secoli dentro i confini italici, gli danno un senso di familiarità.  Aha.
Ci sentiamo già a casa. Mica come Hälloween.
Ora, a parte il fatto che vista l'età dell'Italia come identità non è così scontato che esista una "tradizione italiana" e al massimo sarà una moda, c'è da dire che non tutte le feste locali sono più belle di Hälloween. Voglio dire, se voi avete il diritto di vestirvi da idioti, parlare dialetti coi quali non potreste descrivere neanche il 10% della vostra vita e mangiare porcherie arcaiche, siete liberi di farlo:



Però dovete sapere che non sembrate tanto più furbi di quelli vestiti da strega.


Anzi, sospetto che cambierei volentieri una festa con l'altra.


C'è chi tira fuori il fatto che i cristiani abbiano messo le loro feste sopra le feste pagane. E che quindi tutte le liturgie sono simili e persino alcune figure siano copiate. E siccome confondono i celti coi germani, tirano fuori quanto simile sia Cristo e Odino.

Si, è vero, Odino rimane crocefisso ad una quercia sino a quando gli vengono date le rune e si libera, dopo nove giorni, pagando questa preziosa conoscenza facendosi strappare un occhio dalla testa. 
Siccome rimane crocifisso allora tutti dicono che Cristo abbia copiato, o che siano sincretismi, ma non è detto che ogni tizio che rimane crocefisso sia la stessa cosa. Dopotutto, se iscrivete vostro figlio a certi gymnasium privati, vi costa un occhio della testa, vi fanno penare nove giorni per ammetterlo e gli insegnano si e no l'alfabeto. Magari l'Edda Antica era una metafora delle scuole private tedesche.
Che poi Odino e Cristo ci azzeccano niente. Tralasciamo le differenze caratteriali - nella storia tipica Odino avrebbe impalato Ponzio Pilato, i rabbini e tutta la compagnia - i problemi sono proprio di tipo semantico. Cioè, se io prendo del vino e dico che questo è il mio sangue, va tutto liscio. E' facile immaginare che il vino sia sangue.

Ma adesso  immaginiamo Odino in Baviera che cerca di fare la stessa cosa. Sono lui e i 12 guerrieri e le tre Heidi (che non tutti magari possono avere tre Marie). Allora Odino prende un grosso boccale di birra, rende grazie, e dice una cosa tipo:

Odino: Prendete e bevetene tutti, questo è il mio sangue offerto in sacrificio per voi.
Wulwaiv: Uhm. Sei sicuro che sia proprio il tuo sangue? Dall'aspetto si direbbe semmai...
Odino: Ehi, sei sordo? Ho detto che è il mio sangue! E' una cosa spirituale! Si chiama transustanzazione! 
Wulwaiv: Uhm. Sarà, a me sembra un po' di nefrite, ecco tutto.

Anche con il pane non va molto meglio. E' facile prendere del pane e dire che è il tuo corpo. Il mondo è pieno di proverbi tipo "buono come il pane" o "è un pezzo di pane". Ma se ci mettiamo Odino diventa un poco più complicato. Cioè, abbiamo Odino, sempre alla stessa cena che prende un wurstel, lo offre ai suoi guerrieri e dice tipo :

Odino: Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo offerto in olocausto per voi.
Heidi die Hure (Il corrispondente locale di Maria Maddalena è Heidi die Hure): Ehm...quello non è tutto il tuo corpo, vero?
Odino: Mbeh? Che c'è? Ancora con sta storia? E' una cosa spirituale! 
Heidi die Hure: Beh, forse un bratwurst (Wurst indica in generale la salsiccia. Il suffisso -el è un diminuitivo. Così wurstel è una piccola salsiccia, mentre altri tipi di Wurst, come il bratwurst, sono più grandi. Il wurstel è , letteralmente, "piccola salsiccia".) andava meglio.
Odino: E va bene, e va bene. Datemi un bratwurst. Ecco. Questo è il mio corpo, eccetera, eccetera. Heidi die Hure, vuoi provare tu?
Va bene.
....
....
....
....
Odino: Uhm. Heidi, ma tu non  mastichi mai mentre mangi?

Insomma, sono palle. Odino è Odino e Cristo e Cristo. Non ci azzeccano niente.
Così, torniamo a bomba. Per quanto ne vogliate dire, Hälloween è una festa americana nata due secoli fa circa, non ha niente a che vedere con Celti e Germani. L'Italia è nata 150 anni fa e non esistono quindi tradizioni italiane. Al massimo esistono tradizioni locali, molte delle quali sono altamente più pagane e assolutamente estranee al vostro modo di vivere, ben più di Hälloween.

Quindi, non rompete i coglioni e spassatevela.





Buon compleanno Fanelli :)

giovedì 30 ottobre 2014

Chiusura del forum e portale PokerJam




Cari Jammers,
si dice che le cose belle e succose della vita durano poco: il grande amore, le rose, i sogni. 
Già che ci siamo mettiamoci dentro anche l’arcobaleno, il gelato e lo speranzoso entusiasmo per ogni rutilante cambio della guardia al Viminale. 
Da oggi dobbiamo aggiungerne un’altra: PokerJam. Infatti stiamo per chiudere.

Lo annunciamo con un pizzico di amarezza addolcita dalla consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per migliorare e far crescere il nostro forum, ogni giorno, mettendo a disposizione energie e anche sacrifici, spesso taciuti. Però non sono serviti granché. Probabilmente abbiamo commesso qualche errore, di sicuro abbiamo contato su apporti prima promessi e poi mancati. 
Ma sapete com'è, chi è in buonafede pensa sempre che anche gli altri lo siano.
Abbiamo pure cercato di creare valore aggiunto impegnandoci in blog live di grandi eventi e dando un taglio diverso alle rubriche. Siamo stati ricambiati con qualche valoroso e volenteroso aiuto, da qualche sincero e quasi commovente sostegno da personaggi impensabili ai quali va tutta la nostra gratitudine. Siamo stati criticati e ostacolati all'esterno e talvolta contestati all'interno ma erano comunque stimoli positivi, ci incitavano ad andare avanti.

Nonostante tutti questi sforzi non siamo riusciti tener fuori la testa dal “guano” socioculturalpolitico in cui sguazza il poker nazionale, siamo inadeguati. Per onestà e limpidezza di intenti.
Ci rimangono le amicizie nate con PokerJam, le condivisioni di vicende belle e brutte, le piccole e innocenti complicità. 
Un prezioso patrimonio formativo che nessuno potrà portarci via.

Jammers, continuate a giocare con soddisfazione intorno a quel meraviglioso tavolo da gioco che è la vita, una volta o l’altra ci incontreremo di sicuro e, davanti a una bella birra, ci racconteremo com'è andata. 



Link: http://www.pokerjam.it/forum/chiusura-forum-portale-pokerjam-vt60794.html#post171563

Chi e' che sono io?


E' colpa tua. 
E' sempre colpa tua. 

Quando il condizionatore si impalla, cosa che sicuramente succederà, è colpa tua. Non hai nessun controllo sul condizionatore - ovviamente - ma questo non ti esonera dalla responsabilità.
Idem per gli ascensori, l'impianto idraulico, elettrico, di illuminazione, le serrature delle porte, UPS, il servizio di posta elettronica e cartacea, l'erogazione dell'energia elettrica, i telefoni e qualunque altra cosa. 
Se non funziona, è morto o quasi morto, tu sei quello che riceverà le chiamate da tutti gli utenti e di tutti gli HekpDesk. 
Tu sei quello per cui i missili sono preparati nella Stanza di Comando e tu sei quello che tutti si aspettano che risolva il problema addirittura prima che si presenti. Non hai una macchina del tempo per risolvere i problemi retroattivamente ovviamente e anche quella, è colpa tua.
Non puoi nasconderti. 
Tutti ti conoscono e conoscono il tuo nome ed il tuo numero di telefono. 
La tua faccia, la tua t-shirt favorita e la targa della tua macchina sono pubblicate su tutte le bacheche aziendali. Le impronte delle tue scarpe sono state analizzate e sono esposte nell'ingresso insieme a tracce feromoniche cosi' i cani possono ritrovarti. Il tuo caffè contiene traccianti radio. 
Tu sei una Persona Nota.
Tu sei quello che tutti si aspettano che conosca, anche senza avere manco avuto la possibilità' di RTFM, tutti i dettagli, punti di forza e di debolezza, idiosincrasie, fobie e deviazioni dallo standard di ogni fottuto pezzo di software installato in azienda. Tu sei anche quello che deve sapere dove e quando quello che c'è scritto nella documentazione non combacia con la realtà.
Tu sei quello che tutti si aspettano sia capace di tradurre instantaneamente la documentazione di un prodotto da Elboniano, Hausa, Mordoviano, Yakut, Quechua, Maori, Yanomano, Yandruwandha, Estoniano, Bengali, Urdu, Finnico, Kwakiutl, e Euskara. 
In qualche modo, nonostante tutto, sei anche riuscito a farlo.
Per i tuoi managers, i miracoli non sono semplicemente abbastanza. Tu sei in continuo miglioramento e se hai fatto miracoli la settimana scorsa questa settimana dovresti fare meglio. D'altra parte, hai già fatto miracolo l'anno scorso, quindi qualche cosa di ancora meglio è necessario quest'anno.
Tu sei quello che viene a lavorare la domenica alle 3 del mattino per salvare il collo di qualche multinazionale da mega-miliardi - non la tua azienda, un'altra - dove lavora un amico.
Tu sei quello che semplicemente guarda ad un qualche marchingegno che non funziona e quello si mette a funzionare come dovrebbe. Non è necessario il terrore divino; lui sa che tu sei il Boss. 
Magari non sei tu che lo hai portato in esistenza in questo mondo, ma sicuramente sei quello che sicuramente può mettere fine alla sua esistenza.
Tu non hai nessun controllo su foo e non sai nemmeno che roba è o a cosa serve, ma quando si rompe e' colpa tua.

Tu sei l'Amministratore di Sistema.


MikeA su alt.sysadmin.recovery

mercoledì 15 ottobre 2014

La pazienza è cosa dura, e convien meglio alla groppa del somiero, che all'anima dell'uomo.





Non ho pazienza per alcune cose, non perché sia diventato arrogante ma semplicemente perché sono arrivato a un punto della mia vita in cui non mi piace più perdere tempo con ciò che mi dispiace o ferisce o annoia. 
Non ho pazienza per il cinismo, critiche eccessive e richieste di qualsiasi natura. 
Ho perso la voglia di compiacere chi non mi aggrada, di amare chi non mi ama e di sorridere a chi non mi sorride. Non dedico più un minuto a chi mente o vuole manipolare. 
Ho deciso di non convivere più con la presunzione, l'ipocrisia, la disonestà e le lodi a buon mercato. 
Non tollero l'erudizione selettiva e l'arroganza accademica. 
Non mi adeguo più al provincialismo e ai pettegolezzi e non sopporto conflitti e confronti. 
Credo in un mondo di opposti e per questo evito le persone eccessivamente rigide e inflessibili. 
Nell'amicizia non mi piace la mancanza di lealtà e il tradimento. 
Non mi accompagno con chi non sappia elogiare o incoraggiare. 
I sensazionalismi mi annoiano e ho difficoltà ad accettare coloro a cui non piacciono gli animali. 
Ma, per prima cosa, non ho nessuna pazienza per chi non merita la mia pazienza.




sabato 11 ottobre 2014

Houston, we have a problem.



In questo momento, in qualche parte del mondo, una 17enne vince il Nobel per la pace.

Allo stesso tempo, in un'altra parte del mondo, un coglione 24enne rovina la vita di un ragazzino.



Ovviamente, il coglione è toccato a noi...




mercoledì 8 ottobre 2014

No, non ho nulla contro IKEA. Potete sostituire con la COOP volendo. Ma la COOP sei tu. E tu mi stai un pochino sul cazzo.




Doverosa premessa.
Faccia da libro (o facebook per chi non conosce l'inglese) è un divertente passatempo.
Qualche persona persa nel tempo o qualche amico e conoscente con cui sollazzarsi per quelle michiatine quotidiane, qualche gruppo con cui condividere l'allegria o il piacere di trovarsi, qualche simpatica conoscenza pseudo lavorativa con cui parlare, appunto, di pseudo lavoro...ma troppi, onestamente molti troppi (che suona male ma rende l'idea) personaggi con cui non solo non hai affinità alcuna o interessi ma che - come se non bastassero i media quotidiani - cercano di ammorbarmi stronzate galattiche abnormi.
Perdi più, vengo taggato in discussioni (discussioni forse è una parola troppo impegnativa ma ormai l'ho scritta) che non hanno nulla di interessante, vengo inserito in gruppi di cui interessa nulla a nessuno e mi tocca anche "ascoltare" le solite stronzate dei complottisti piuttosto che i vegani o quelli delle scie chimiche.

Orbene, l'uomo del monte ha detto STOP.

Stop a questa masnada di maleducati, cafoni, ignoranti, presuntuosi, pressapochisti e rompicazzo.

Si comincia a potare seriamente l'elenco di "amici e gruppi". 
Se vi accorgeste di essere stato escluso e aveste intenzione di lamentarvi sappiate che, al 99.9% periodico, non è un falso positivo. Se lo fosse, vi ricordo che la guerra lascia sempre cadaveri - o danni collaterali - e siccome errare è umano, amen. 

Fatevene una ragione.

martedì 7 ottobre 2014

It can't rain all the time.




Regolarmente, non solo sui giornali italiani, appare sempre l'incombente austerity. Vuoi perché "casualmente" il governo di turno scopre che mancano denari oppure perché l'Europa impone sacrifici oppure ancora perché "sì e basta". Col tempo mi sono fatto una idea: gran parte della storia della austerity è una balla raccontata dai governanti per scegliere la via più facile rispetto a quella più complessa.

Supponiamo che esista una famiglia che abbia fatto dei debiti per comprare una Rolls Royce. A un certo punto la banca le chiede di rientrare del debito perché si accorge che ha fatto il passo più lungo della gamba.
Ora succede quello che nessuno (sano di mente) si aspetta: invece di vendere la Rolls per pagare i debiti la famiglia manda la figlioletta a battere sui viali.
E a quel punto si metta pure a strillare "Ecco, la Banca Cattiva ha ridotto nostra figlia a battere, guardate che malvagità, che crudeltà verso una povera ragazza!".

La verità è che la banca ha chiesto alla famiglia di rientrare dei suoi debiti. Se la famiglia sceglie di farlo mandando la figlia a battere quando invece potrebbe vendere la RR, non è la banca che ha mandato la fanciulla a battere: è stata la famiglia.
Così le misure di austerity non sarebbero tali per la popolazione se anziché tagliare sprechi, combattere la corruzione e diminuire la spesa non si fosse scelto di colpire la popolazione.

Lo stesso è stato fatto in Italia e in Francia e anche altrove: è stata imposta una politica di austerity ma l'intenzione era di colpire pensioni e aumentare le tasse. Il governo italiano avrebbe potuto tagliare le spese, gli sprechi e combattere la corruzione, tutta robetta che costa un botto di miliardi l'anno.

Se il governo sceglie invece di colpire famiglie e pensionati e alzare le tasse, non si può dire che siano state la BCE o la Merkel a imporre i sacrifici,  infatti poteva razionalizzare la macchina dello stato. 
Ma il governo ha preferito la via più semplice.