Domenica ero in montagna. Verso mezzogiorno ha cominciato a nevicare. Che fare se non si può ancora sciare?
Il panpepato, ovvio. Ho una vera passione per il profumo e il sapore del dolce speziato e così mi sono messo all'opera Niente cuoricini, funghetti, alberini o stelline però. Troppo scontati verso Natale, meglio un bel formato mattoncino da plumcake, da tagliare in fettine più o meno sottili, dipende dall'intensità dell’attacco goloso. Prima di postarvi le varie fasi della preparazione lasciate che vi racconti in poche righe la storia di questa delizia. La prima comparsa del panpepato, così come lo conosciamo oggi, risale al 1296 in un convento di Ulm: geniale variante con l’aggiunta di spezie a un dolce tradizionale. Ah, le spezie! Uno dei tanti motivi per cui vennero organizzate le Crociate…ma ne parleremo un’altra volta. Per farla breve, il panpepato divenne così famoso e ricercato che parecchie città del centro Europa si guardarono in cagnesco per un sacco di tempo, ciascuna ritenendosi la legittima genitrice del dolce. Alla fine l’ha spuntata Norimberga: dal 1996 è l’unica titolare del copyright della parola “panpepato” e custodisce gelosamente nel suo Museo Nazionale la prima e più antica ricetta scritta nel XVI secolo. La prelibatezza del dolce è nel mix sapiente di spezie: anice, zenzero, cardamomo, coriandolo, macis, chiodi di garofano, pimento, cannella. Mi piacerebbe raccontarvi che le ho scelte una per una e pestate nel mortaietto di bronzo che mi è tanto caro ma sarebbe una bugia. Le compro già confezionate in minuscoli sacchetti e poi le mischio con gli altri ingredienti. Ed ecco la ricetta:
250 dl di latte 500 gr di farina 85 gr di zucchero 250 gr di miele (o di melassa) 1 cucchiaio di bicarbonato 2 cucchiai di panpepato
Si mette tutto dentro alla ciotola (denominata anche bastarda) e poi si amalgama il tutto sino a ottenere una pasta densa e tendenzialmente collosa.
La si lascia riposare per circa 30 minuti e poi si imburra uno stampo e si rovescia all'interno il composto.
Dopo circa 18/25 minuti di forno a 200° questo è risultato! Buon appetito!
George Dennis Patrick Carlin (New York, 12 maggio 1937 – Santa Monica, 22 giugno 2008) è stato un comico, attore e sceneggiatore statunitense. Era celebre per il suo atteggiamento irriverente e le sue osservazioni sul linguaggio, la psicologia e la religione, nonché su numerosi argomenti tabù negli Stati Uniti. Il suo sketch Seven Dirty Words ("Sette parole volgari") degli anni settanta fu oggetto di una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, ad esito della quale il governo fu autorizzato a regolamentare il contenuto delle trasmissioni pubbliche per evitare l'uso di un linguaggio troppo volgare alla radio e alla televisione. Esistono quindi sette parole che non possono essere pronunciate in onda, sotto pena di sanzioni piuttosto pesanti: shit, piss, fuck, cunt, cocksucker, motherfucker e tits. * Carlin si iscriveva nella stirpe dei comici alla Lenny Bruce. Nel 2004 la rete Comedy Central lo ha classificato secondo miglior comico americano di tutti i tempi dietro a Richard Pryor.
George Carlin nasce a New York e cresce a Morningside Heights, un quartiere di Manhattan, che lui soprannomina "la Harlem bianca". Viene cresciuto da sua madre, che aveva lasciato suo padre quando lui aveva 2 mesi. All'età di 14 anni, Carlin lascia la scuola e si arruola nell'aviazione, formandosi al mestiere di tecnico radar. Presta servizio presso la base aerea di Barksdale, a Bossier City, Louisiana. Durante questo periodo, comincia a lavorare come disc jockey in una città nei pressi della base militare. Non termina il suo servizio: considerato dai suoi superiori come "non produttivo", viene congedato nel luglio 1957. A 18 anni, comincia a scrivere alcuni sketch e si esibisce come comico nei night-club. Incontra il successo e appare nei programmi di varietà alla televisione negli anni sessanta. Sviluppa una serie di sketch che riunisce nel suo primo album, uscito nel 1967 e registrato durante uno spettacolo realizzato l'anno precedente: Take Offs and Put Ons. Nel 1961 si sposa con Brenda Hosbrook, che aveva incontrato mentre era in tournée e che morirà nel 1997. Negli anni settanta, crea e sviluppa lo sketch Seven dirty words, che tratta di sette parole volgari che nessuno dovrebbe dire in televisione. Lo sketch resta certamente il più noto della sua carriera, anche per le sue conseguenze giudiziarie. Infatti, Carlin è arrestato nel 1972 durante uno spettacolo, per violazione delle leggi locali a causa della volgarità dei suoi sketch. Nel 1973, un uomo sporge denuncia presso la Commissione Federale delle Comunicazioni (FCC) dopo che suo figlio ha ascoltato questo famoso sketch alla radio. La radio è citata in giudizio dalla FCC per aver violato le regole concernenti l'utilizzazione di linguaggio osceno. Nel 1978, la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti dichiara che le parole di Carlin erano volgari ma non oscene, e che la FCC avrebbe avuto l'autorità per vietare tali trasmissioni alla radio quando potevano essere all'ascolto dei bambini. Questa controversia aumentò la popolarità di George Carlin, che proseguì su questo tema delle parole volgari. Diviene il primo animatore della trasmissione Saturday Night Live della rete NBC nel 1975. La sua carriera continua in seguito con spettacoli quali A Place For My Stuff o Playin' With Your Head, e più recentemente Life is Worth Losing nel 2005. Recita anche in serie TV e film come Il principe delle maree (1991), Dogma (1999) e Scary Movie 3 (2003). Partecipa ugualmente al film d'animazione Cars - Motori ruggenti nel 2006, dando la voce a "Fillmore", il Minibus Volkswagen. Muore di attacco cardiaco a Santa Monica, California, il 22 giugno 2008. La settimana prima era stato scelto dal John F. Kennedy Center for the Performing Arts per ricevere il Mark Twain Prize 2008, un premio alla carriera.
George Carlin fu educato secondo i dettami della tradizione cattolica (come egli stesso narra in Class Clown). Tuttavia egli era un ateo dichiarato, divenuto famoso per il suo sketch (utilizzato anche in Zeitgeist: the Movie) dove parodiava e ridicolizzava la religione (in particolare quella cristiana), esponendola come «la campionessa assoluta in termini di false promesse e pretese esagerate», credendo che l'uomo non deve aver timore di Dio, perché ci avrebbe creati con un libero pensiero. « La religione ha convinto la gente che c'è un uomo invisibile che vive in cielo e guarda tutto ciò che fai, ogni minuto di ogni giorno. E l'uomo invisibile ha una lista di dieci specifiche cose che non vuole tu faccia. E se fai una qualunque di quelle cose, ti manderà in un posto speciale, pieno di fuoco e fiamme e torture e angoscia, dove vivrai e soffrirai e griderai e brucerai per sempre, fino alla fine dei secoli. Ma lui ti ama. Ti ama e ha bisogno di soldi! »
Filmografia
C'è un uomo nel letto di mamma (With Six You Get Eggroll) (1968) Car wash (Stazione di servizio) (Car Wash) (1976) Americathon (1979) Una fortuna sfacciata (Outrageous Fortune) (1987) Bill & Ted's Excellent Adventure (1989) Un mitico viaggio (Bill & Ted's Bogus Journey) (1991) Il principe delle maree (The Prince of Tides) (1991) Dogma (1999) Jay & Silent Bob... Fermate Hollywood! (Jay and Silent Bob Strike Back) (2001) Scary Movie 3 (2003) Jersey Girl (2004) Tarzan 2 (2005) (Voce) The Aristocrats (2005) Cars - Motori ruggenti (Cars) (2006) (Voce) Cenerentola e gli 007 nani (Happily N'Ever After (2007) (Voce)
Televisione
The Kraft Summer Music Hall (1966) That Girl (1966) Justin Case (1988) The George Carlin Show (1994) sulla Fox Thomas the Tank Engine and Friends (1991-1998) Shining Time Station (1991-1993) su PBS 13 trasmissioni speciali per HBO George Carlin at USC (1977) George Carlin: Again! (1978) Carlin at Carnegie Hall (1982) Carlin on Campus (1984) Playin' With Your Head (1986) What Am I Doing In New Jersey? (1988) Doin' It Again (1990) Jammin' In New York (1992) 40 Years of Comedy (1996) Back In Town (1996) You Are All Diseased (1999) Complaints and Grievances (2001) Life is Worth Losing (2005) It's Bad for Ya (2007)
Come mai quando si tratta di noi, è un aborto, e quando si tratta di un pollo, è un'omelette? (da Back in Town)
L'avete mai notato? Ogni volta che vedete due gruppi di persone che si odiano veramente a vicenda, c'è una buona probabilità che abbiano diversi tipi di cappello. Fateci caso, potrebbe essere importante. (da Life Is Worth Losing)
La più grande arroganza di tutte: salviamo il pianeta... Cosa? Mi state prendendo per il culo? Salvare il pianeta? Ma se ancora non sappiamo prenderci cura di noi! (da Jammin in New York, 1992)
Provate a spiegare Hitler ad un bambino. (da Brain Droppings)
"Vengono da Dio". Tutto ciò che non sappiamo descrivere deve essere venuto da Dio. La scusa di Dio: l'ultimo rifugio di un uomo senza risposte e senza argomenti. (da It's Bad for Ya')
Quando cardinali e vescovi avranno sperimentato la loro prima gravidanza, le loro prime doglie, e avranno cresciuto un paio di bambini col salario minimo, allora sarò lieto di ascoltare cosa avranno da dire sull'aborto. (da Back in Town)
Ragazzi, questi conservatori sono proprio forti, vero? Sono tutti a favore dei non nati, farebbero di tutto per i non nati, ma una volta che sei nato sono ***** tuoi! (da Back in Town)
Pensateci, la religione attualmente convince la gente che c'è un uomo invisibile. Che vive nel cielo e guarda quello che fai in ogni minuto di ogni giorno. E l'uomo invisibile ha una lista speciale di 10 cose che non vuole che tu faccia. Se farai anche solo una di queste cose ha pronto un posto speciale per te, pieni di fuoco e fiamme e fumo e tortura e angosce dove vivrai per sempre e soffrirai e brucerai e griderai fino alla fine dei tempi. Ma lui ti ama. (da Jammin in New York, 1992)
Life Is Worth Losing (2005)
Ma c'è una ragione, c'è una ragione. L'istruzione fa schifo e per questo non verrà mai fatta funzionare. Non andrà meglio, accontentatevi di ciò che avete. Perché i proprietari di questa nazione non lo vogliono. Sto parlando dei veri proprietari adesso. I veri proprietari, i grandi e benestanti gruppi d'interesse sono coloro che controllano le cose e prendono tutte le decisioni importanti. Scordatevi i politici: i politici vengono messi lì per darvi l'impressione che abbiate possibilità di scelta. Non l'avete! Non avete scelta. Avete padroni. Vi posseggono. Posseggono tutto.
Posseggono ogni terreno importante, è tutto controllato dalle multinazionali. Da quando sono nate hanno pagato il Senato, il Congresso, le case statali, i municipi. Hanno in mano i giudici e posseggono i media, così controllano proprio tutte le notizie che vi capita di ascoltare. Vi tengono per le palle! Spendono miliardi di dollari l'anno per fare lobbismo, per ottenere quello che vogliono. Beh, noi sappiamo cosa vogliono: vogliono di più per se stessi e meno per tutti gli altri. Ma vi dico io cosa non vogliono: non vogliono una popolazione di cittadini capaci di pensiero critico. Non vogliono persone ben informate e ben istruite capaci di pensiero critico. No, di sicuro non vogliono questo. Non gli serve, è contro i loro interessi. Non vogliono gente abbastanza intelligente da sedersi al tavolo di cucina e accorgersi di quanto a fondo lo stanno prendendo nel culo da un sistema che li ha buttati a mare trenta anni fa. Non vogliono questo.
Sapete cosa vogliono? Lavoratori obbedienti.
Lavoratori obbedienti, gente abbastanza brava da far funzionare le macchine e fare il lavoro d'ufficio e stupidi abbastanza da accettare passivamente tutti questi lavori sempre più di merda, con paghe più basse e orari sempre più lunghi, extra ridotti, la morte degli straordinari e la pensione evanescente che sparisce nell'attimo esatto in cui vai a ritirarla.
E adesso stanno venendo a prendersi i soldi dalla tua assicurazione sociale. Vogliono la tua ***** di pensione, la vogliono indietro per darla ai loro amici di Wall Street. E sapete una cosa? Lo otterranno. Avranno tutto da voi prima o poi perché posseggono tutto quanto. È un grande club, e voi non ne fate parte. Voi e io non facciamo parte del grande club.
E, a proposito, è lo stesso grande club che è solito mettervi i piedi in testa e dirvi in cosa dovete credere. Tutto il tempo vi sta col fiato sul collo attraverso i media, dicendovi cosa credere cosa pensare e cosa comprare. Il banco è manipolato, gente, il gioco è truccato. E sembra che nessuno se ne accorga, che non importi a nessuno. Buona gente onesta che lavora sodo, tute blu e colletti bianchi, non importa il colore del colletto della camicia che portate. Buona gente onesta di estrazione modesta, continua ad eleggere tutti questi ricchi stronzi ai quali non frega un ***** di loro. Se ne fregano di voi, non gliene importa proprio niente, niente, niente. E nessuno sembra accorgersene, sembra che non importi a nessuno.
Questo è ciò su cui contano i proprietari: che gli americani resteranno probabilmente e deliberatamente ignoranti su quel bel *****ne bianco rosso e blu che ogni giorno gli viene pompato nel culo. Perché i proprietari di questa nazione sanno la verità. Lo chiamano il sogno americano, perché devi essere addormentato per crederci. (da Dumb Americans, n.º 6)
Il paradosso del nostro tempo di George Carlin
Pensieri dopo l´11 settembre
Il paradosso del nostro tempo nella storia è che abbiamo edifici sempre più alti, ma moralità più basse, autostrade sempre più larghe, ma orizzonti più ristretti. Spendiamo di più, ma abbiamo meno, comperiamo di più, ma godiamo meno. Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole, più comodità, ma meno tempo. Abbiamo più istruzione, ma meno buon senso, più conoscenza, ma meno giudizio, più esperti, e ancor più problemi, più medicine, ma meno benessere. Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo senza ritegno, ridiamo troppo poco, guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo troppo, facciamo le ore piccole, ci alziamo stanchi, vediamo troppa TV, e preghiamo di rado. Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà, ma ridotto i nostri valori. Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso. Abbiamo imparato come guadagnarci da vivere, ma non come vivere. Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni. Siamo andati e tornati dalla Luna, ma non riusciamo ad attraversare la strada per incontrare un nuovo vicino di casa. Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio interno. Abbiamo creato cose più grandi, ma non migliori. Abbiamo pulito l'aria, ma inquinato l'anima. Abbiamo dominato l'atomo, ma non i pregiudizi. Scriviamo di più, ma impariamo meno. Pianifichiamo di più, ma realizziamo meno. Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare. Costruiamo computers più grandi per contenere più informazioni, per produrre più copie che mai, ma comunichiamo sempre meno. Questi sono i tempi del fast food e della digestione lenta, grandi uomini e piccoli caratteri, ricchi profitti e povere relazioni. Questi sono i tempi di due redditi e più divorzi, case più belle ma famiglie distrutte. Questi sono i tempi dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta, della moralità a perdere, delle relazioni di una notte, dei corpi sovrappeso e delle pillole che possono farti fare di tutto, dal rallegrarti al calmarti, all'ucciderti. E' un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino. Un tempo in cui la tecnologia può farti arrivare questa lettera, e in cui puoi scegliere di condividere queste considerazioni con altri, o di cancellarle. Ricordati di spendere del tempo con i tuoi cari ora, perchè non saranno con te per sempre. Ricordati di dire una parola gentile a qualcuno che ti guarda dal basso in soggezione, perchè quella piccola persona presto crescerà e lascerà il tuo fianco. Ricordati di dare un caloroso abbraccio alla persona che ti sta a fianco, perchè è l'unico tesoro che puoi dare con il cuore e non costa nulla. Ricordati di dire "vi amo" ai tuoi cari, ma soprattutto pensalo. Un bacio e un abbraccio possono curare ferite che vengono dal profondo dell'anima. Ricordati di tenerle le mani e godi di questi momenti, perché un giorno quella persona non sarà più lì. Dedica tempo all'amore, dedica tempo alla conversazione, e dedica tempo per condividere i pensieri preziosi della tua mente.
E RICORDA SEMPRE: la vita non si misura da quanti respiri facciamo, ma dai momenti che ci tolgono il respiro.
I video di George Sulla rete ci sono molti video (che vi invito a vedere). Qui ne posto qualcuno molto molto interessante:
Non impressionatevi. Non ho fatto nulla di stravolgente, solo una cenetta quasi da tutti i giorni. E allora dov'è l'interesse, chiederete voi?
L'interesse è nelle foto e nelle ricette, che mi sono state chieste.
Quindi entriamo subito in cucina per il menù.
Aperitivo: Margarita del Nero con sfogliatine di tubero e pasta sfoglia al sesamo
Antipasto: Speck d'anatra e salame corso Insalata di scoglio e gamberetti con Avocado e peperone e salsa del tropico Alici con olio e erbe aromatiche Salmone con Aneto e burro salato
Piatto caldo: Sformato di polenta e formaggio
Vini: Gris, rosè della Cotè Azur, Chateau de Provance Malvasia di Casorzo
Ed eccoci alle foto e ricette.
Aperitivo: Nulla di più che delle patatine e dei piccoli grissini al sesamo, accompagnati dal Margarita del Nero. Il mio viene preparato (per due persone) con: Bicchiere con sale sul bordo e poi messo in frigo a raffreddare 3 parti di Tequila 1 parte di Gin 1 Lime 1 cucchiaio di zucchero. Shekerare tutto insieme e versare nel bicchiere ben freddo
Antipasto Lo speck d'anatra è spettacolare e il salame corso altrettanto. Peccato siano difficili da spedirvi...vi tocca proprio passare dalla Provenza!
Insalata di scoglio e gamberetti con Avocado e peperone e salsa del tropico (Alici con olio di oliva e erbe aromatiche e Salmone con Aneto e burro salato: niente di particolare, sinceramente le alici si acquistano belle che pronte, il salmone basta solo spolverarlo con l'aneto e su dei crostini di pan carré spalmare il burro salato.)
L'insalata di scoglio e gamberetti è semplice: possibilmente non compriamo il prodotto surgelato (contiene troppa acqua per essere utilizzato a crudo) e gli ingredienti per 4 persone sono: Misto di pesce per spaghetti (250 grammi) Busta di gamberetti sgusciati precotti (100 grammi) Qualche bastoncino di polpa di granchio 2 peperoni colorati 1 avocado, sale aromatico, olio d'oliva e limone
Lavato il pesce e i gamberetti, spezzettate la polpa di granchio e mettete il tutto in una terrina. Con un coltello fate delle listarelle dei peperoni e dell'avocado. Unite il tutto e condite con l'olio, il limone e il sale aromatico.
La salsa Tropicana è una salsa tipo Guacamole, ingredienti: 1 Avocado 200 grammi di Creme Fraiche (si può usare anche un formaggio tipo Philadelphia o lo Yogurt greco) Olio d'oliva, Sale e limone Mettete in un frullatore tutti i componenti e frullate sino a ottenere una salsa densa e pastosa.
Piatto caldo Sformato di polenta e formaggio
Ingredienti per 4 persone: 200 grammi di polenta (io ho usato la taragna, ma solo perché in dispensa c'era lei.) 2 Chiodi di garofano e 4 bacche di ginepro 10 fette tonde di pancetta un poco di formaggio raclette un poco di parmigiano grattuggiato burro, olio, pepe, qualche foglia di salvia e noce moscata
Nella pentola con l'acqua a bollire versate un cucchiaio d'olio, e le spezie. Cuocete la polenta non lasciandola rapprendere (potete mettere più acqua).
A parte in contenitore di silicone a stampino (oppure in un bicchiere imburrato (altrimenti poi chi la toglie più la polenta?)) mettete sul fondo la pancetta, un pezzetto di formaggio, la foglia di salvia, un poco di burro e un'altro pezzetto di formaggio. Grattugiate la noce moscata e quindi versate la polenta e fate raffreddare.
Quando saranno quasi freddi, toglieteli dallo stampino e li mettete in una teglia dove, verranno spolverati di parmigiano e pepe macinato fresco.
Infornate a circa 200° sino a quando la pancetta non comincerà a sfrigolare. Servite ben caldo.
(post vecchio rieditato) Riparto dalla cucina, anche se sembra interessi solo a pochi (ecchè, siete tutti a dieta? Oppure, gli dei ci aiutino! vi siete rassegnati a cibi precotti, a tristi petti di pollo al vapore con anemiche verdurine di contorno?). Ma, come cita il solito proverbio cinese "Non c’è uomo che non mangi e non beva; pochi, però, sono quelli che apprezzano il buon sapore" e appartenendo alla categoria degli apprezzatori, continuo imperterrito.
Oggi vi parlerò del cibo da abbinare alla birra, o meglio un menù "birroso". La storia della schiumosa bevanda non è documentata. Di sicuro sappiamo che era conosciuta già presso gli Egizi e alcuni studiosi di costume gastronomico la fanno addirittura risalire ai primi, riusciti esperimenti dell’uomo per “manipolare” i frutti della terra. Sia come sia, la birra fa parte delle nostre abitudini alimentari e non mi sento di relegarla al ruolo di Cenerentola. Certo, adesso il vino (e anche l’acqua) sono “di tendenza”. Personalmente trovo lievemente ridicolo – e anche pericoloso, non sempre sai con chi stai parlando - assumere atteggiamenti da esperti sommelier solo perché a Natale ci hanno regalato l’abbonamento a una delle tante riviste di settore. E così ho deciso di schierarmi per una volta al fianco dell’ipercalorica donzella per difenderla da quelli che la definiscono superficialmente “roba da ragazzi”.
Il Nero non sarebbe il Nero senza inventarsi qualcosa di meglio ed ecco a voi…(rullo di tamburi):
Una Domenica con la birra ovvero L’elogio della Golosità
Menù:
Antipasto Molluschi e gamberi cotti al limone Ostriche della Normandia Birra: Marston's Oyster Stout
Primo piatto Tagliolini con pesce di scoglio Birra: St. Bernardus - Biere Blanche
Secondo piatto Salmone alla griglia con patate al cartoccio Birra: Einsiedler Heller Bock
Fine pasto Formaggi di capra con uva e fichi Birra: Barleywine
Tralasciamo le ricette (che come al solito posso sempre postare su richiesta); la scelta delle birre di accompagnamento al pasto è basata sulla storia e la tradizione culinaria di alcuni paesi.
La Marston's Oyster Stout è una birra che dal lontano ‘800 è sempre stata abbinata ai crostacei e alle ostriche. Si potrebbe utilizzare anche la Guinness, ma si scontra con il limone, condimento d’obbligo per molluschi e alcuni crostacei.
La St. Bernardus - Biere Blanche è una birra bianca fruttata a base di avena: non copre il sapore del pesce ma lo esalta.
La Einsiedler Heller Bock è una birra chiara piuttosto forte: ottima con le grigliate di pesce e carni grasse. Ha un momentaneo effetto “Idraulico Liquido”, poi dipende dalle capacità gastriche individuali.
La Barleywine è una birra ambrata con un sapore al caramello che bene si abbina con i formaggi caprini e la frutta acidula.
Snoopy, in una delle sue fantastiche vignette, sostiene che esistono cose “così out che alla fine diventano in”. Credo sia vero e mi auguro che queste poche righe vi facciano pensare alla birra, d’ora in poi, con un approccio diverso. Sarà perché odio la banalità e mi sforzo sempre di usare il “Pensiero laterale”. Sapete come funziona? Nooo? Ve lo spiego un’altra volta, adesso vado a farmi una mezza pinta di… Principio di Indeterminazione di Heineken: Non potrai mai essere sicuro del numero di birre che hai bevuto la notte scorsa
Comincio col prendere un paio di centimetri di circonferenza al solo titolare il post di questa prima esposizione, ahimè, solo (per ora, poi chissà…) dialettica. Ma il cibo e la cucina – nel senso completo del termine – sono passioni che porto con me fin da piccolo. Ho avuto la fortuna di avere nonni e genitori che arrivavano da città lontane fra loro e hanno miscelato diverse culture culinarie. Sono nato in un tempo dove il microonde e precotto erano ancora in divenire, le scatole di tonno erano almeno da cinque chili e il salumiere lo tirava fuori a pezzi per venderlo dentro un cartoccio di carta oleata. Un tempo dove la pasta si faceva in casa tutti i giorni così come sughi e conserve, e la nonna paterna faceva burro e formaggi: noi piccoli avevamo il compito di aiutare e se non si faceva tutto per bene erano rampogne a non finire. Così ho imparato a tirare la pasta con il matterello, a fare soffritti e pastelle. A questo punto vi è chiara la mia dinosauresca età, vero?
La cucina è stata anche parte lavorativa di un pezzo della mia vita, in Inghilterra. Ero lì come molti a studiare, ospitato in una famiglia dove il loro massimo orgasmo culinario era la torta di mele con i carciofi. Tempo tre giorni e sono schizzato via alla velocità della luce, per poter pagare l’affitto mi sono industriato a cucinare con un amico nella scuola che frequentavo. Alla direttrice, una paziente eppure puntuta signora inglese, non era sembrato vero poter avere spaghetti o tagliolini con i sughi freschi e ci pagava pure a piatto venduto! Insomma una manna dal cielo per l’affitto e per il mio stomaco.
Ma basta con i ricordi, entro nel vivo del titolo di questo post partendo dal menù di una cena preparata per alcuni amici non molto tempo fa:
Cena dell’unione della terra e del mare ovvero Dîner de la union de la terre avec la mer. (Il titolo in francese è dovuto perché l’ho preparata in Provenza, dove ho la fortuna di passare del tempo)
Antipasto Carpaccio di tonno, pesce spada e salmone al timo, aneto e dragoncello accompagnati da crostini con burro all’aglio.
Canapé alla salsa di pomodori secchi con tabasco e olive nere.
Primo Minestrone grigliato di verdura e crostacei con crostini allo scalogno.
Secondo Oeufs en cocotte con salsa di formaggio.
Dolce e Frutta Fondue di cioccolato maia con uva, mele, fragole, ribes e fichi.
Fine pasto Caffè allo zenzero.
Vini Rosé Côtes de Provence 2009 Cuvée Felicia Rouge Côtes de Provence 2003 Château la Tour de l’Evêque
Se vi interessa vi posto le ricette - tutta farina del mio mulino - ma il menù è la rappresentazione della fantasia e della passione per il cibo, due componenti che ritengo indissolubili fra loro. Non tutti i giorni posso mangiare così: non ho un Fritz Brenner (il cuoco di Nerowolfe) a disposizione e non ne ho il tempo. Ma caspita, come mi piacerebbe!
Ecco quindi i miei comandamenti che osservo regolarmente anche nella preparazione del più minimalista dei pasti: • Qualità della materia prima. • Presentazione del piatto di portata o singolo: anche l’occhio vuole la sua parte. • Cura nella preparazione della tavola: adoro avere tanti piatti, bicchieri e posate, centri tavola e accessori vari, dalle candele ai portacoltelli. • Salvo casi particolari, come una grigliata o una polentata dell’ultimo minuto, un pasto o una cena avranno sempre un filo logico che avvolge il tema che mi sono “inventato”. • Modificare e adattare le ricette della nonna o dei grandi chef alla bisogna. Io non mangio, per esempio, gli asparagi, quindi sono da me banditi in esilio perenne. Ma sopperisco con altro tipo di verdura o legume. • Evitare l’abbuffata di un solo piatto. • Evitare anche che gli ospiti escano di casa e si fiondino in pizzeria. • Non distrarsi mai ai fornelli: le patate a fettine non cuociono mai mentre le guardi, ma se nel frattempo impasti il pane, hanno la pessima abitudine di bruciare. • Riuscire a far percepire i vari ingredienti senza che uno prevarichi sull’altro. • E ovviamente amo tutto ciò che crea colesterolo e affini: preferisco burro e olio d’oliva ai condimenti modello Weight Watchers.
Inutile dire che sono l’incubo in cucina della mia dolce signora. Io uso quantità abnormi di piatti e piattini, scodelle e contenitori, posate e detergenti per tutte le superfici. Poiché ci amiamo, nel tempo abbiamo stilato un patto antidiscordia: lei si occupa di imbandire la tavola, io di cucinare e cerchiamo di non incrociarci.
Data la mia idiosincrasia per i piatti diametro sessanta con gli sputacchi intorno a tre centimetri scarsi di “Petto D'Anatra Al Madera Invecchiato Con Soufflè Di Uvetta” (che al ristorante mediamente ti fanno pagare come se avessi mangiato un allevamento di anatre Barberia), le porzioni sono proporzionate alla quantità di piatti che presento nel menù. Questo perché le mie creazioni raramente consistono in piatti forti, a meno che non si tratti di pranzi basati sulla Bagna Câuda o grigliate varie come unica portata.
Ma quali sono i libri (figurati se mancavano) che consulto per il mio diletto? Eccovi alcuni titoli:
Il cuoco gentiluomo di Livo Cerini di Castegnate Il cuoco piemontese perfezionato a Parigi di Mariber Le ricette regionali Italiane di Don Lisander La nuova cucina d’oro (ed. Mondadori) Il talismano della felicità di Ada Boni (ed.Colombo) A Tavola nel medioevo (ed. Laterza) Tutto barbecue. Oltre 500 ricette da tutto il mondo di Raichlen Steven E, ovviamente, il divino, eccelso La Scienza in cucina e l’arte di mangiare bene di Pellegrino Artusi.
Oltre a innumerevoli libercoli e libricini monotematici: dalle uova alla carne al pesce ecc. Come potete notare sto abbastanza sul classico ma non disdegno incursioni in testi, diciamo, “di tendenza” dai quali però prendo solo spunto.
Nota dolente della mia cucina: non sono un amante del vino o meglio, mi piace ma non sono un fine intenditore. Per la scelta quindi mi avvalgo di persone che sanno consigliarmi al meglio. Io preferisco bere la birra nelle sue molteplici varianti e vi proporrò poi un menù dove l’unica bevanda è proprio lei.